Questo è il blog di discussione sul libro "La Tempesta Migratoria" di Stefano Bettera e Francesca Terzoni che mette in relazione i temi dell'immigrazione, dei cambiementi climatici, dei diritti e della crisi economica. Esaminando queste problematiche e stimolando gli attori sociali e politici cui è demandata la responsabilità di affrontare i cambiamenti che attraversano le nostre società. Per maggiori informazioni sul libro: www.bioecogeo.com
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martedì 29 marzo 2011
Come è nata La Tempesta Migratoria
La Tempesta Migratoria è nata come progetto culturale, politico e sociale, con il desiderio di provare ad aggregare idee, persone, organizzazioni, politica e società civile in un percorso su un tema nuovo nel panorama italiano: il rapporto tra ambiente e immigrazione, visto per la prima volta come un unico tema, strategico, in una prospettiva e con una progettualità capaci di rileggere sia la visione ambientalista che quella della politica sui cittadini, della società del presente e del futuro. Ambientalismo oggi significa sempre più ambientalismo urbano: entro breve la maggior parte della popolazione mondiale vivrà in aree urbanizzate, prevalentemente megalopoli. Si va quindi verso processi di urbanizzazione che richiedono risposte nuove, una progettualità di lungo periodo. Costruire città sostenibili é dunque fondamentale. Ma non si può costruire città sostenibili se esistono situazioni non sostenibili di emarginazione sociale. Città sostenibili significa in primo luogo vera cittadinanza. E’ chiaro, in questa prospettiva, che le istituzioni, la politica, le grandi organizzazioni ambientaliste devono far fronte non solo alle emergenze ambientali, ma “progettare i nuovi cittadini”, oltre che i nuovi contesti urbani in cui essi vivono. Gli strumenti a disposizione sono la green economy, la legislazione, l'integrazione e l'educazione. Le nuove forme di partecipazione “dal basso” e la sempre maggiore facilità di comunicare grazie ai nuovi media generano nuove consapevolezze, conseguenti forme di aggregazione e processi di cambiamento sociale a cui il nuovo ambientalismo deve saper dare risposte e trovare soluzioni. Le città sostenibili saranno il contesto e le fondamenta dell'integrazione. Il tema della green economy sarebbe, inoltre, vuoto senza la riscoperta di parole d'ordine come lavoro e diritti e legalità, in mancanza delle quali i fenomeni migratori resterebbero soggetti alle distorsioni della globalizzazione forzata. Ecco di nuovo intrecciarsi il tema ambientale con quello dell'immigrazione. Sfruttamento del pianeta e sfruttamento delle risorse generano, infatti, immigrazione obbligata e moltitudini di cittadini senza diritti. La costruzione di nuove città sostenibili e la progettazione di cittadinanze cui siano egualmente distribuiti i diritti basilari sono, per queste ragioni, il primo banco di prova con cui misurarsi per superare strutturalmente questi problemi. La Tempesta Migratoria è solo un inizio, ma speriamo che possa essere uno degli strumenti di questo processo di trasformazione, una piattaforma di idee e spunti per aprire un dibattito e guardare a questi temi da una prospettiva inconsueta.
domenica 27 febbraio 2011
Ambiente e immigrazione, diritti e lavoro nella società sostenibile.
La questione ambientale oggi non è, infatti, più un problema degli ecologisti ma ci riguarda tutti. Perché, semplicemente, abbraccia ogni settore della società ed sempre più legata alla responsabilità che abbiamo verso il pianeta in cui viviamo e verso chi lo abita.Crisi climatica e crisi economica, impoverimento dei popoli e peggioramento delle condizioni ambientali sono quindi ormai fenomeni collegati che ‘sarebbe folle negare’, come ha detto recentemente un grande economista indiano, il premio nobel Amartya Sen . Che dipenda dagli uragani, da tempeste, alluvioni o siccità, oppure che sia la conseguenza di guerre per il controllo dei depositi d'acqua, o ancora che si tratti più in genere di cambiamento climatico, nel 2050 la Terra potrebbe dover affrontare la migrazione di 200 milioni di "rifugiati climatici". Inoltre, le persone a rischio fame oggi sono un totale di circa un miliardo, ossia un sesto della popolazione mondiale. Un cittadino sui sei nel mondo non ha la certezza di avere cibo sufficiente per sfamarsi. Gran parte di questi vivono in zone climaticamente a rischio. Affrontare questa situazione è la priorità cui non bastano risposte emergenziali. Di queste tratta La Tempesta Migratoria.
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